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Abstract

I sogni, scrive Boccaccio, “né sempre son veri né ogni volta falsi.” Siamo nella quarta giornata del Decameron (IV.6) alla vigilia di un sogno incrociato. Sono più precisamente due incubi, presagi di morte, che sono una presenza oscura, violenta e repentina nella vita di due giovani innamorati: “una cosa oscura e terribile” dalla forma irriconoscibile per Andreuola, una “veltra nera come carbone,” spaventosa e aggressiva per Gabriotto. È l’annuncio della morte che giunge improvvisa a strappare i due giovani dai loro amorosi e vitalissimi incontri.

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