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Abstract

Il volume di Alfonso D'Agostino - interamente dedicato ana novella di Ser
Cepparello divenuto in morte San Ciappelletto e che sancisce l'apertura del
Decmneron - si propone in una duplice natura, tematica e filologica.
La prima meta dell'opera, infatti, presenta una ricca introduzione alIa
novella, riproponendo il percorso clitico che, partendo dagli studi boccacciani
di Benedetto Croce, giunge aBe pill recenti e ; strutturaliste» proposte
di lettura della novella. Dalle ormai classiche note di Branca - contenute
nel suo Boccaccio medievale - non completamente centrate, per la
verita, a detta di D'Agostino, si passa agJi interessanti rilievi di Getto, il
primo ad analizzare la novella con strumenti quasi narratologici In parte
sulla sua scia, Mazzotta e Almansi hanno voluto sottolineare nella novella
gli aspetti metaletterari e d'istrionismo linguistico. Viene giustamente ricordato
da D'Agostino l'audace parallelo proposto da Hollander, che nel
comportamento del protagonista ha scorto significative analogie-opposizioni
fra Ciappelletto stesso e Brunetto Latini, andando percio a iscrivere il
Decmneron all'interno di un pill generale progetto boccacciano di rilettura
parodica della Corn media. Fra Ie pill recenti letture della novella, invece, si
cita quella del 1995 di Valesio, fondata su una chiave antropologica. A seguire,
troviamo un lungo saggio nel quale D'Agostino tira Ie fila delle varie
letture che a Ciappelletto sono state dedicate, nel tentativo di focalizzare
anche alcuni dei problemi interpretativi che la novella propone da sempre
- avanzando un non banale confronto fra il Decameron e una famosa raccolta
di racconti trecentesca, il Libro de los ejernplos del Conde Lllcanor di
Juan Manuel, ove ogni capitolo ha una struttura didascalicalmente chiastica
non dissimile da quella usata da Boccaccio nella novella di Ciappellotto.

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