•  
  •  
 

Authors

Abstract

La finzione del vero, prerogativa del romanzo storieo modemo, si presenta
come interesse teo rico gia nelle antiehe novelle della letteratura
italiana. Dal Novellino al Decameron fino aIle novelle post-boceaeeiane
e aIle Novelle di Matteo Bandello la forma-novella, cosi metamorfiea
e polimorfica, ha dato vita aIle prime riflessioni suI vero e sulJalso
della narrazione, che si riversano nei paratesti e nelle riflessioni metanarrative
dei primi romanzi della letteratura italiana del Seicento e del Setteeento.
Per pili di due seeoh Ie novelle italiane sono il Iuogo della memoria
eoIlettiva di un popolo multiforme, che in queste brevi narrazioni riversa la
propria molteplice provenienza geografica, linguistica e culturale. Dal
Duecento a tutto il Cinqueeento, la realta - 0 l'idea di realta ehe i narratori
hanno immaginato - si rispeechia in questo vastissimo e rieeo repertorio
novellistico, che raccoglie sia l'influenza della dotta e pedagogiea cultura
umanistiea sia Ie piu libere espressioni della cultura folcloriea e popolare.
Fin dalle Oligini, dunque, chi si dedica a raccontare una storia con un linguaggio
non allegorieo si trova a fare i conti con una questione controversa,
ricca di sfumature interpretative, di implicazioni morali e di ambiguita
teoriche: la verita della narrazione.
Bisogna ammettere che il gioeo della verita nella finzione, oltre ad
avere una lunga gestazione, e inesauribile. Si rinnova ad ogni patto narrativo
tra ehi legge e chi scrive, nel momento in eui oceorre, insieme, rieostruire
a parole un eerto personaggio, un certo contesto 0 un certo ambiente
che provengono dalla vita reale 0 dai sogni.
La verita del racconto viene cosi manipolata dalle diverse voci che si
altemano nel gioco della fantasticazione: la voce dell'autore. quella del
narratore, a cui si aggiungono l'eventuale traduttore e magari anche il trascrittore
di cio che e state all 'origine raecontato 0 trascritto 0 tradotto e
alIa fine narrato a chi ascolta 0 a chi legge.

Share

COinS